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#6 OFFBEAT - Bach, le s(U)onate per violino e cembalo e due meravigliose interpretazioni

Nicola Bruzzo - March 2021

Questo episodio di Cucù è un OFFBEAT, ascoltalo su

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Per unire l’utile al dilettevole continuiamo a conoscere nuova musica e a confrontare interpretazioni diverse:
in questo articolo continuo il discorso sull’importanza dell’interpretazione iniziato nell’episodio su Haydn (che vi consiglio di leggere e ascoltare qui).


La partitura non è altro che un’idea, una traccia “incompleta” che il compositore ci ha lasciato e l’altra metà è in mano agli interpreti, che però hanno molta meno libertà di quanto uno immagini, soprattutto se si tratta di grandi musicisti.
È un argomento troppo complesso per essere affrontato in modo teorico, da me e in questo contesto, quindi è mia intenzione continuare con l’empirismo e cioè ascoltando diverse interpretazioni, così che ognuno maturi una propria idea strada facendo. 
Oggetto del confronto sono le sonate per violino e cembalo di J.S. Bach eseguite da Frank Peter Zimmermann - Enrico Pace e da Isabelle Faust - Kristian Bezuidenhout.

 


 

J.S. Bach non ha sicuramente bisogno di presentazioni, o se dovesse, non basterebbero poche parole per descrivere la sua gigantesca statura. 
Basti sapere che da molti è ritenuto il più grande dei compositori e il padre della musica europea.

Vediamo almeno di introdurre l'opera in questione:
Il ciclo delle sei sonate, anzi il titolo dice Suonate, “à Cembalo [con]certato è Violino solo col Basso per Viola da gamba accompagnata se piace” fu composto quando Bach lavorava alla corte di Köthen (tra il 1717 e il 1723) e cioè nello stesso periodo in cui scrisse celebri i Concerti Brandeburghesi.
Sappiamo però che negli anni successivi, quando era di servizio a Lipsia ha apportato modifiche e revisioni, anche se non sappiamo esattamente perché…
Se il titolo ce le presenta come Sonate a Tre, ovvero per tre strumenti, dove il violino è protagonista nella voce acuta e il cembalo assieme a una viola da gamba esegue l’accompagnamento (che nell’epoca barocca si chiamava basso continuo), in realtà sappiamo che l’aggiunta delle parole col Basso per Viola da gamba accompagnata se piace è posteriore e quindi falso.
Ma basterebbe ascoltare attentamente queste sonate per capire che il violino non è affatto lo strumento preponderante, o la leading voice, perché le tre linee musicali sono assolutamente paritarie e concertanti.
Sia violino che mano destra del cembalo sono di uguale importanza e molto spesso anche la sinistra della tastiera che non svolge solamente l’accompagnamento, ma si inserisce nel contrappunto in maniera sempre attiva.
Insomma il risultato è che anche se sono in due, è come se fosse una sonata a Tre!

 


 

Già prima di Bach, nella Germania post Guerra dei trent'anni, lo stile musicale diventa internazionale e cosmopolita. Le corti tedesche amano la cultura e i modi di Francia e l’Italia. La danze e la musica “parlano” tante lingue diverse, anche se principalmente quella francese e quella italiana.
Nasce il cosiddetto Vermischte Geschmack, cioè gusto o stile vario.
E infatti in questo ciclo, apparte i movimenti con dei veri e propri fugati che sono emblema della scrittura tedesca e bachiana in particolare, possiamo assaporare con grande facilità una varietà di gusti e stili nazionali diversi tra loro.

 

Per le considerazioni riguardo le diversità e le interpretazioni delle due incisioni in questione, ascoltate questo episodio su

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Per ascoltare le due incisioni su Spotify

Frank Peter Zimmermann - Enrico Pace

♣ Isabelle Faust - Kristian Bezuidenhout

 

 

 

 

 

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