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#8 - ROBERT [under20] | Tutti pazzi per Schumann Pt.1

Nicola Bruzzo - Marzo 2021

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È normale essere indecisi da giovani, non sapere che direzione prendere.
Ci si sente divisi tra tante passioni e interessi, spesso non troppo pragmatici o redditizi, e si arriva alla fine del liceo con idee un po’ confuse.
Certamente c’è invece chi ha una vocazione chiara, chiarissima, e c’è persino che ne ha due.
E quindi comincio con una bella domanda:
Voi cosa avete fatto prima dei 20 anni? Ammesso che li abbiate già compiuti!
Robert Schumann ha fatto parecchie cose e probabilmente più di quante ne abbiamo fatte tutti noi.
E non mi riferisco solo allo studio del pianoforte, ma alle sue due passioni parallele e complementari: la letteratura e la musica.
Benvenuti a Cucù, il Podcast di Lauter Project che ama il passato ma guarda il futuro e in cui io cerco di parlare in maniera semplice di musica classica.

 


 

Schumann è più compositore o più autore letterario?

Sicuramente è uno dei compositori più importanti del XIX secolo, ma è altrettanto vero che la sua conoscenza letteraria e la sua attività di critico è essenziale e complementare alle sue composizioni.
In sintesi è un poeta della musica e il compositore romantico per eccellenza, quando dico romantico intendo romantico dal punto di vista letterario e questo non è un caso.

Vediamo perché.

Robert Schumann nasce l’8 giugno 1810 a Zwickau, in Sassonia, e il padre August è colto libraio, traduttore e autore di racconti cavallereschi.
Ricordiamo questo dettaglio: il fantastico, l’arcaico romanticizzato è una costante nella musica di Robert.
Cresce così letteralmente circondato dai libri e, stimolato dal padre, diventa un avido lettore formando una sensibilità e una fantasia che non lo abbandonerà mai.
Conosciamo una frase del genitore: “quel che unisce i tedeschi come nazione è la letteratura”.
Questa senza dubbio fu la scintilla che pochi anni dopo accese in un Robert adolescente la voglia di creare un attivissimo literarischer Verein, ovvero un circolo letterario.
Ma torniamo indietro: non immaginiamo Schumann come un Leopardi crucco, era molto intraprendente ed energetico.
A 10 anni comincia ad organizzare assieme al fratello e ad alcuni compagni di scuola una sorta di teatro domestico, diventando così famoso in tutto il vicinato.
È passata alla storia la figura di uno Schumann introverso, dubbioso e insicuro, ma non è così, infatti secondo il suo amico e compagno di scuola Emil Flechsig era già allora “assolutamente convinto che sarebbe diventato un uomo famoso”.
Le sue attività letterarie e musicali si incrociano e alternano fin dai suoi 13 anni, periodo delle sue prime creazioni.
Attorno alla fine dell’autunno 1825, all’età di 15 anni, fonda assieme ad altri 10 studenti il famoso circolo letterario (il literarischer Verein di cui ho parlato prima).
Il suo scopo principale era lo studio della letteratura tedesca: leggevano ad alta voce brani scelti per essere studiati e crearono persino una biblioteca di proprietà comune dei membri. La regola era chiara: ogni nuovo iscritto doveva contribuire donando un volume.
Gli autori prediletti erano Schiller, Goethe, Hofmann e Jean Paul.
Proprio lui, Jean Paul, influenzò il giovane Schumann come nessun altro e rimase il suo autore prediletto per tutta la vita.

In quegli anni le sue capacità di organizzatore del circolo letterario procedettero di pari passo con un talento da impresario sul versante musicale e inoltre scrive molti articoli di estetica, critica letteraria e musicale, poesie, inizia un romanzo epistolare (Bernard von Nontelliers) e ci rimangono i frammenti di un romanzo di formazione (Selene).

Tutto molto bello, ma come farà il figlio di un libraio a campare semplicemente scrivendo articoli di estetica, poesie e bozze di brani per pianoforte?
Ieri come oggi, i genitori erano preoccupati per il futuro incerto dei figli umanisti, e quindi la madre lo convince, con il metodo più efficace della storia, ovvero il ricatto, ad iscriversi a una facoltà seria (giurisprudenza), minacciandolo di tagliargli i viveri altrimenti.
Quindi convintissimo e promettente giurista, Robert si trasferì a Lipsia nel 1828, dove in realtà segue le lezioni di pianoforte da un grande maestro: Friedrich Wieck.
Proprio in quei mesi conosce Clara, figlia del suo insegnante, lei aveva solo 9 anni e ne rimane molto “colpito”. Nel 1840 si sposeranno e diventano una delle coppie più innamorate della storia della musica, lei la più grande pianista del suo tempo e lui grandissimo compositore.
Ma torniamo alla fine degli anni ’20, che c’è ancora qualcosa da dire…
Robert si concentra sempre più sull’attività di pianista e compositore e scopre Schubert: lo ama tanto quanto Jean Paul.
Continua il parallelo tra parola e musica e si convince così di un qualche legame tra i due, tanto da scrivere: “quando suono Schubert è come se stessi leggendo un romanzo composto da Jean Paul”.
Sempre nel ’28 forma un quartetto con pianoforte, sorta di equivalente musicale del literarischer Verein degli anni di Zwickau. Le prove erano spesso frequentate da una cerchia di ascoltatori selezionati. Gli autori più eseguiti erano Beethoven, Weber, Schubert e nuove composizioni dello stesso Robert.
Tutto questo fece Robert prima dei suoi 20 anni, cifra tonda e momento in cui partorisce la propria op.1 le Abegg Variationen, la sua prima opera seria per pianoforte.
In Germania le note non si chiamano do, re, mi, fa, sol, etc, ma A, B, C, D e così via, quindi si possono scrivere parole che hanno un corrispondente sonoro.
Questo ciclo di variazioni su un tema prende forma proprio dalle lettere della parola ABEGG.

Questo che ascoltate è l’inizio dell’op.1 di Schumann, dove la parola diventa musica letteralmente e descrive in maniera chiara il suo oscillare tra musica e letteratura che sarà sempre presente fino alle sue ultime opere.

 


 

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